Sarò banale, ma oggi un’amica mi raccontava dei suoi pendolarismi sui mezzi pubblici per andare a lavorare.
E’ solita fare un tragitto di durata media, al mattino non è quasi mai arrabbiata (ha un metabolismo basale che la rende al mattino di ottimo umore, la sera un mastino…), questo le permette di fare del tragitto una piacevole avventura. Certo, quando piove diventa una lotta per la sopravvivenza. Quando c’è il sole e fa caldo diventa una lotta per la sopravvivenza. Quando nevica diventa una lotta per la sopravvivenza. Quando c’è sciopero diventa una lotta per la sopravvivenza. Quando è l’ora di punta diventa una lotta per la sopravvivenza. Quando s’ imbatte nelle scolaresche in gita diventa una lotta per la sopravvivenza. Quando il primo giorno del mese incontra i controllori e lei non ha avuto ancora il tempo di rinnovare l’abbonamento diventa una lotta per la sopravvivenza.
Ora, mi domando come faccia a non essere incazzata ma ho evitato di chiederglielo (era sera, la storia del mastino). Le ho però domandato cosa ci trovasse di particolarmente piacevole nel suo pendolarismo. I dettagli, mi dice. Le facce, i giornali e i libri che legge la gente, i vestiti che indossano, le reazioni: coglie dettagli delle persone con le quali si trova volente o nolente a condividere alcuni dei momenti topici della giornata, l’inizio e la fine.
Rifletto un secondo. Beh, in effetti ci troviamo spesso circondati da estranei in momenti particolarmente intimi. Un esempio per tutti: vi siete accorti che quando facciamo la fila alla cassa del supermercato mostriamo alla gente la nostra anima? Credo di potermi fare un’idea della persona già solo sbirciando la spesa che scivola sul tappeto.
Ho perso il filo, ero in metropolitana e sono finito al supermercato. Dicevo, quante sono le cose a cui non badiamo? E’ l’abitudine? Ed è forse per questo che poi ci annoiamo, perchè non alimentiamo il processo di rendere unico il quotidiano? Come per esempio muoversi ogni giorno per arrivare da qualche parte? Forse sono solo delle grandissime pippe mentali?
Non so, forse si. Certo è che passo ad uno stato di tiepida (seppure breve) serenità quando, come dice Celeste, faccio caso al “sorriso di un ciclista che si ferma e mi fa passare” o mi focalizzo sull’incontro con un bimbo in metropolitana che scoprendo il nome di una fermata inizia ad urlarlo a sguarciagola, seguito da risate squillanti e contagiose: “Szaraaaaaaaa” ahahahahaha. “Szaraaaaaa” ahahahaha. “Szaraaaaa” ahahahahah.
Oh. Forse sto scrivendo una marea di cazzzate, ma ragazzi quello si, quello è stato un fine giornata interessante.
Szaraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.

ELLE detto,
novembre 27, 2009 @ 9:15 am
Hei, Pig…sto notando un certo abbandono negli ultimi messaggi. Ma no è che ti stai ammorbidendo troppo? C’era un avolta in cui eri moooolto più pungente… Che tieni? Ti sarai mica innamorato? L.
piggythepig detto,
novembre 27, 2009 @ 3:16 pm
L., forse è vero. Ci rifletto.
Innamorato? Tutti i giorni.